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La notizia è che è stata trovata una copia perduta del Cædmon's Hymn, il più antico poema in lingua inglese tra quelli arrivati fino a noi. La curiosità è che il manoscritto era nascosto in Italia, alla Biblioteca nazionale centrale di Roma. Ma il fatto forse più interessante è il modo in cui i due ricercatori del Trinity College Dublin, Elisabetta Magnanti e Mark Faulkner, sono arrivati alla scoperta: non con una ricerca alla cieca in archivi immensi, né con una romantica caccia al tesoro, ma grazie a un rigoroso incrocio di dati, cataloghi, fondi, immagini digitalizzate e competenze bibliotecarie. “Questa scoperta testimonia il potere delle biblioteche di facilitare nuova ricerca”, ha commentato la dottoressa Magnanti. È bello che in occasione della sua scoperta abbia dedicato un pensiero al potere delle biblioteche, che non sono un deposito del già noto, ma un luogo in cui ciò che è conservato può tornare a parlare. Anche un documento studiato, conservato e inventariato può continuare a produrre domande nuove, se si è messi nelle condizioni di incontrarlo. La scoperta è frutto della preparazione di due studiosi, ma è stata possibile anche perché la biblioteca romana ha dato accesso a 40 milioni di immagini digitalizzate. In ogni biblioteca c’è chi ogni giorno studia, descrive, ordina e rende accessibili documenti. Una biblioteca non è solo ciò che conserva, ma ciò che permette di scoprire. |
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Carmen Càmpori ha diretto un’orchestra quando farlo, per una donna, era praticamente impensabile. Ci ha messo determinazione, tanto studio e ha convinto anche quelli che non riuscivano a risparmiarsi dal chiamarla «direttore in gonnella», «massaia sul podio», magari ritenendola brava, ma sempre incompiuta perché priva della «prepotenza dell’uomo». Con lo stesso coraggio ha fatto una cosa forse ancora più difficile, cioè portare nei teatri di mezzo mondo il repertorio di donne compositrici, all’epoca una specie forse ancor più rara delle direttrici. Ha vissuto a lungo a Incisa, dove è morta ad appena 55 anni, nel 1965.
Carmen Càmpori ha lasciato una traccia che, forse, il tempo non ha del tutto raccolto. Abbiamo deciso di tornare su quella traccia per ascoltare cosa ha ancora da dirci, dedicando a lei e ai suoi gesti di libertà questa seconda parte della Primavera in biblioteca, in programma il 9 e il 10 maggio alla Biblioteca Gilberto Rovai di Incisa, dove è conservato il Fondo Càmpori, la raccolta personale di partiture musicali, dischi, quaderni, appunti, rassegne stampa e manifesti appartenuti alla direttrice e donati dalla famiglia al Comune (ci sarà anche una piccola esposizione dei documenti più belli e curiosi). Con questi due giorni di iniziative proveremo a tornare su quella traccia. Verso nuove direzioni. |
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Laboratorio per bambine e bambini
a cura di Comune FIV
sabato 9 maggio, ore 10.30
età: da 6 a 10 anni
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Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria dalle ore 10 del 5 maggio qui
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Creiamo musica con elementi naturali e oggetti semplici. Scopriremo come nascono i suoni e costruiremo un piccolo strumento: il bastone della pioggia. |
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Le parole degli autori locali
a cura di Comune FIV
sabato 9 maggio, dalle ore 15
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Un pomeriggio per scoprire idee, storie e studi nati nella comunità di Figline e Incisa Valdarno e dintorni. Saranno presenti gli autori.
Il programma:
ore 15 - Scrivere per i giovani
ore 16.30 - Scrivere storie
ore 18 - Scrivere vite |
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Presentazione del Microstudio 71
a cura di Comune FIV
domenica 10 maggio, ore 17
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Un volume dedicato a Carmen Càmpori, tra le prime donne direttrici d’orchestra in Italia, che ha vissuto a lungo a Incisa. Lo studio ricostruisce il percorso artistico e tutta la forza di una figura capace di aprire nuove possibilità nella storia della musica.
Sarà presente l'autrice Antonella D'Ovidio, Professoressa Associata di Musicologia e Storia della Musica presso l'Università di Firenze. |
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Musica dal vivo in giardino
a cura di Comune FIV e Materiali Sonori
domenica 10 maggio, ore 18.30
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Un intenso racconto musicale delle storie di donne che hanno attraversato la Resistenza e le molte forme di resistenza quotidiana, mettendo al centro diritti, consapevolezza e partecipazione.
Letizia Fuochi, fiorentina, dopo la laurea in Storia contemporanea e undici anni da libraia, trova nel teatro canzone la sua casa. Cantautrice, autrice e interprete, gira l’Italia con i suoi spettacoli sotto la produzione di una storica etichetta indie italiana, la Materiali Sonori. A oggi conta numerosi spettacoli e varie, importanti collaborazioni artistiche. |
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La biblioteca digitale MLOL si rinnova. Nelle scorse settimane sono arrivati un nuovo portale e una versione completamente aggiornata dell’app, con un design più chiaro e una navigazione semplificata.
Il cambiamento non è solo nella grafica. Dietro il restyling c'è infatti l’idea di rendere l'esperienza d'uso più fluida e coerente, sia da computer che da smartphone, riducendo i passaggi e facilitando l’accesso ai contenuti.
Continuerete a trovare libri, audiolibri, giornali, film e risorse digitali, ancora più vicini e più facili da trovare. Una biblioteca digitale sempre più accessibile, pensata per adattarsi ai diversi modi di leggere, ascoltare e informarsi oggi.
Se ancora non sei iscritto al servizio, chiedi informazioni in biblioteca! |
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Vi sarà capitato di leggere, in biblioteca, il cartello che dà il nome alla sezione Young adults. Ma che vuol dire? La traduzione dall’inglese è facile, vuol dire giovani adulti. Nel linguaggio dell’editoria e delle biblioteche indica le lettrici e i lettori giovani, più o meno adolescenti e post-adolescenti, così come i libri pensati soprattutto per loro.
Storie di formazione, fantasy, romance, fumetti, distopie, avventure, drammi sentimentali, mondi immaginari e problemi molto reali. Dentro questa etichetta ci sta un territorio narrativo vastissimo, dove si parla di identità, amicizia, amore, paura, corpo, futuro, libertà. Sono libri che vanno vengono letti con piacere da tutti, adulti giovani e meno giovani, senza bisogno di giustificarsi troppo.
Negli ultimi mesi abbiamo cercato di far crescere questa sezione con diversi nuovi titoli. C’è un pubblico giovane che legge, cerca storie, si appassiona alle serie, scopre autori e autrici attraverso canali diversi, dal passaparola ai social, e porta in biblioteca gusti, domande e desideri molto riconoscibili. Da qualche mese, inoltre, è nato anche un gruppo di lettura per giovani che sta confermando quanto questo spazio fosse atteso. La biblioteca è anche il loro posto.
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Storie della nostra storia
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Ogni mese vi portiamo alla scoperta di un racconto, una curiosità o un episodio che pensiamo valga la pena conoscere, scegliendo tra i libri della nostra sezione locale. Questa volta ricordando lo storico dell'arte figlinese Alessandro Conti. |
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Le indagini di Alessandro Conti, illustre storico dell’arte figlinese, immenso conoscitore del Rinascimento fiorentino, prematuramente scomparso nel 1995, hanno qualcosa della miniatura: in poco spazio una straordinaria quantità di dettagli, relazioni e aperture. Parlare di un’opera d’arte era, per lui, leggerne la composizione, dar conto delle tecniche, ricostruire la sua storia e quella degli autori, i rapporti con il contesto della loro epoca e magari aprirsi inaspettatamente su qualche vicenda apparentemente lontana, capace però di dare una nuova luce all’opera. Scriveva con un tratto rapido, come spinto dalle tante cose da dire, riuscendo a dirle tutte e in modo chiaro, senza eccedere in tecnicismi e rimanendo piacevole da leggere. Scorrendo anche solo poche delle sue pagine si ha subito l’idea di saperne di più sul Cigoli, sui Della Robbia, sui numerosi capolavori minori conservati in Valdarno, oggetto di questi suoi Scritti figlinesi. Conti fu anche uno tra i più attenti studiosi dei luoghi ai margini, dei dintorni, con le loro scuole locali e botteghe, verso le quali era mosso dalla stessa attenzione dovuta al loro centro gravitazionale, la Firenze di Lorenzo prima e poi di Cosimo. Questo volume è arrivato in biblioteca grazie a una preziosa donazione di testi appartenuti ad Mauro Martini, altro figlinese appassionato della storia della nostra comunità, che da qualche settimana ha arricchito la nostra sezione locale. Ringraziamo la famiglia per averli voluti donare alla biblioteca, e quindi alla collettività. |
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Ricorda che puoi sempre controllare la disponibilità dei titoli anche sul catalogo online delle biblioteche |
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Consigli di lettura dalle nostre biblioteche |
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Edna O'Brien Tante piccole sedie rosse
Guaritore, seduttore, magnetico: la notte in cui il dottor Vlad raggiunge a piedi il villaggio irlandese di Cloonoila è come se quel piccolo mondo chiuso, vulnerabile, attraversato da desideri, credulità e bisogno di essere salvati, saltasse in aria. Fidelma, su tutti, si convince che quella sia la sua possibilità. Non sa che lo spettro della Storia, quella grande, quella con la maiuscola, può arrivare anche nelle fattorie più remote e inghiottirle con i suoi traumi. Una fiaba nera, a volte assurda, a volte ironica, che parla di maschere, violenza e spaesamento. Uno dei vertici della grande Edna O’Brien. |
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Wajdi Mouawad Come gli uccelli
Che Eitan e Wahida si incontrino in una biblioteca non può essere un caso: figuriamoci se non ne siamo convinti noi che la biblioteca è il luogo dove le traiettorie si incrociano intorno a un libro, una ricerca, una domanda. Quell’incontro spalancherà una rete di domande ampie, dolorose: chi siamo davvero, quanto pesa ciò che è accaduto prima di noi, che cosa ereditiamo senza averlo scelto. Giovane tedesco di origine israeliana lui, americana di origini palestinesi lei, quell’innamoramento non può restare un fatto privato. Sarà anzi il punto di ingresso in una storia più grande, fatta di confini, identità spezzate, segreti familiari, memorie che tornano quando sembravano sepolte. Mouawad costruisce un testo intenso, a tratti quasi vertiginoso, una drammaturgia che si legge come un racconto. E quell’invito enigmatico a essere Come gli uccelli: capaci di volare in un cielo davvero libero, o costretti a portare con sé rotte antiche, ferite, segni di cadute? |
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Lella Gandini e Roberto Piumini La capra ferrata in Fiabe toscane
Una mamma lascia il figlio in casa da solo e gli raccomanda di non aprire la porta a nessuno. Il bambino però disobbedisce e lascia entrare la capra ferrata, creatura terribile con la “bocca di ferro e la lingua di spada”. Per fortuna che a salvarlo arriveranno in molti: non sempre chi sembra più forte è davvero il più adatto a vincere. Una fiaba popolare ruvida e divertente, dove la paura si affronta con coraggio e i prepotenti si battono più con l’astuzia che con la forza.
Età consigliata: da 6 anni |
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Il gruppo Libri alle 21 sta leggendo un grande classico contemporaneo, La porta di Magda Szabó. Se ne parla per lunedì 18 maggio, alle 21, alla Biblioteca di Figline.
Per quanto riguarda il gruppo “giovane”, Libri alle 21 e ¼, la scelta è caduta invece su Dio di illusioni di Donna Tartt. Prossimo incontro l'11 maggio a Figline.
Se vuoi unirti ai gruppi di lettura o se vuoi maggiori informazioni, scrivici. |
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